LA DESTINAZIONE

Genius loci

San Martino di Finita è uno scrigno da decifrare. Va attraversato lentamente, seguendo i segni di una memoria mai del tutto scomparsa e gelosamente custodita.

È un piccolo centro arbëreshë nato tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento dall’arrivo degli albanesi in fuga dall’avanzata ottomana. Delle origini conserva l’impronta: la lingua, i costumi, il senso di appartenenza, pur avendo abbandonato il rito bizantino per passare a quello latino già dal 1643.

Il paesaggio qui è il fulcro caratteriale del paese. San Martino di Finita si distende sulle pendici interne della Catena Costiera calabrese, tra colline, boschi, corsi d’acqua e terra coltivata. È un luogo che viene da un’economia collinare fatta di agricoltura, pastorizia, legname e artigianato domestico; una terra in cui anche la tessitura e il telaio hanno lasciato una traccia culturale precisa, legata alla memoria arbëreshë e ai gesti lenti delle case.

È un paese ricco di produzione agricola, fra le cui specialità sono da segnalare il vino, il miele, i pani e le conserve: si tratta di una produzione tutta da scoprire, che, come un segreto prezioso e genuino, passa di mano in mano.

Il suo fascino sta proprio in questa stratificazione. San Martino offre una bellezza raccolta e curata, con i vicoli abbelliti, le chiese preservate, accuratamente restaurate e vissute come fulcro di aggregazione.

I giorni di festa sono la principale rappresentazione dello spirito di questo paese. L’11 novembre, per San Martino, il centro storico si accende con il giro delle cantine, i concerti e il richiamo del vino nuovo: una ricorrenza che unisce patrono, convivialità e atmosfera autunnale. La festa della Misericordia, l’ultima domenica di settembre, è invece il momento più sentito dell’anno, con processione, luminarie e mercato, e rende visibile il legame profondissimo tra il santuario, la Chiesa del Borgo e la comunità.

Anche il periodo pasquale conserva una forza particolare. Il Giovedì Santo, con la lavanda dei piedi e il falò acceso fuori dalla chiesa, e il Sabato Santo, con le processioni delle statue e del grande crocifisso, trasformano il rito in esperienza collettiva. Sono momenti in cui il visitatore non assiste soltanto a una celebrazione religiosa: vede il paese riconoscersi, ritrovarsi, ricomporsi attorno ai propri simboli.

 

Santa Maria Le Grotte

Santa Maria Le Grotte è l’altra anima del territorio comunale. Frazione di lingua italo-romanza, distinta dal nucleo arbëreshë ma ormai pienamente intrecciata alla sua storia, conserva una forte vocazione agricola e un’identità tutta sua.

Santa Maria Le Grotte parla soprattutto attraverso la terra. Ulivi, fichi, acqua deviata un tempo per sostenere le colture, frantoi oggi non più in funzione ma ancora presenti nella memoria locale, aziende agricole che mantengono vivo il lavoro rurale: tutto concorre a dare a questa frazione un carattere concreto, produttivo, autentico, da scoprire nei suoi bellissimi sentieri collinari.